brache, tela e meloni di settembre non son boni.
E' un buon proverbio per festeggiare l'autunno arrivato, cambiano i colori intorno, la luce si rallenta, si sentono gli ultimi profumi di sole e cominciano ad arrivare nuove voglie. Uva, fichi. giuggiole e melagrane ci offrono spunti per conquistare altri "spazi di azione culinaria".
Per ora cerco di tentarvi con una ricetta lieve e quasi romantica; viene fuori dall'incrocio di 3 piatti: il fiorentino fegato di vitello con aglio e salvia, il toscano fegatino di pollo saltato in padella e sfumato con vino bianco e il foiegras con l'uva. A me il fegato piace tutto e in tutti i modi, e mi sono cimentata in svariate preparazioni e vi assicuro che questa, racchiude il meglio delle 3 sopra
citate.
Il fegato con l'uva:
una fetta di fegato di vitella a testa
farina bianca
burro e olio extra
sale e pepe
chicchi di uva italia, una parte spremuta e l'altra sbucciatia e senza i semi.
foglie di salvia
Si infarina il fegato e si appoggia in una teglia sul fuoco con un poco di olio e burro e qualche foglia di salvia stropicciata, si fa cuocere per pochi minuti da una parte, si sala e si gira; anche qui sale e pepe, poi si alza la fiamma e si bagna col succo d'uva che si addenserà per la presenza della farina prendendo una consistenza cremosa. Aggiungiamo i chicchi di uva e spengiamo il fuoco, ricordate che il fegato va cotto poco per evitare l'effetto soletta. Per me starà benone con degli spinaci saltati in padella con olio e aglio, ma da crudi.
Comunque, qualsiasi cosa decidiate di mangiare oggi, questo è un augurio di un buon autunno e per chi non si fosse accorto della data (io l'ho scoperto ascoltando la radio) ricordate:
a settembre chi è esperto non viaggia mai scoperto.