Si dice che

Forse i lombardi non sanno neppure che cos'è, perché il vero nome sarebbe: "La zuppa per i Lombardi".
La storia e la nascita di questa zuppa avviene a Firenze durante gli anni della costruzione della Faentina, (1880-1893, con apertura nel 1913 della diramazione Borgo San Lorenzo-Pontassieve) una ferrovia che passando per l'invidiata valle del Mugello e attraversando l'appennino, con numerosissime gallerie e ponti; dal capoluogo Toscano porta fino a Faenza, in Emilia Romagna.
I minatori che lavoravano nei pressi di Firenze, alla fine di turni pesanti e infiniti, (si lavorava nelle gallerie anche dodici ore al giorno) non trovavano facilmente trattorie aperte o pronte per

Che dolce dolce! E quante "paternità" gli vengono attribuite: toscana o veneto?, per un banchetto o per un lupanare?... A me intriga molto di più raccontarvi la MATERNITA' di questa versione "invernale" e goduriosa, pensata e fatta per noi, anime belle; per piacere e per piacersi, per offrire e ricevere, nella più fedele tradizione degli "amatori del diletto".
Per la versione classica:
lavorate a spuma 5 tuorli d'uovo con 60 gr. di zucchero semolato con uno sbattitore. Unite 500 gr. di mascarpone continuando a montare. A parte lavorate a spuma le chiare con 60/80 gr. di zucchero semolato e unitele al composto di tuorli e mascarpone lavorando con una frusta a mano, con un movimento dall'alto verso il basso. In una pirofila montate a strati il composto
Read More


In prima superiore per me il rabarbaro, oltre ad avere un discreta assonanza col mio nome, era quella parola pronunciata sotto voce e a cantilena perpetua che, ripetuta per tutti e 34 alunni quanti eravamo, aveva il potere di mandare in bestia l'insegnate le cui lezioni e presenza, volevamo boicottare.......Al rabarbaro mi piacevano le caramelle, ma non avevo idea ne di forme, colore ed esistenza. Poi la rivelazione grazie alla sig.ra Ademia, un'amica della mia nonna, sola e un po' eccentrica, che ho conosciuto e frequentato negli anni Rapallesi delle mie vacanze scolastiche e proprio l'ultimo anno che ho trascorso in Liguria, mi regalò un bell'anello da uomo rettangolare, d'oro, con una pietra nera dalla strana faccia scolpita e la scoperta del rabarbaro fritto. Dell'anello portato fin quando non ho perso la pietra, che non ho mai voluto sostituire, è rimasto lo scheletro nudo, del rabarbaro invece, ricordo, sapore, la curiosità di andarmelo a
Read More
...dategli le brioche...

Poca importanza la paternità di simil affermazione o la veridicità della stessa; molto più curioso il suo tramandarsi nella forma, difformità del senso e aspettativa. Sta di fatto che ha creato una breccia nell'immaginario collettivo, la ricchezza di questo pane, una volta patrimonio della grandi cucine e adesso reperibile anche negli scaffali della grande distribuzione, dalle confezioni surgelate per la prima colazione ai sacchetti trasparenti con fette pretagliate: dalle tartine ai canapè, contendendo il primato alle più tristi fette da toast di meno prezzo. Allora se è vero che
Read More