
ovvero: come gestirsi 6 kg di rombo con passione e amore in una giornata un po' particolare.
Il pescatore di Marina ha telefonato al mio amico, informandolo della sua grande pesca e chiedendo se interessava... Mi chiama: che meraviglia, dai che facciamo? Io, a Marina non posso venire - Andiamo noi e lo portiamo a Firenze, che ci faresti? - raviolo alla Gualtiero e spiedini, dai guardiamo. Comunque cena insieme....a tanti altri amici? - ok.
Poi la situazione è leggermente cambiata (il padre della moglie del mio amico, malato e stanco, è volato via... tra i fenicotteri rosa di Orbetello) ma è stato tutto cosi' lieve....che Lucia e Livio, tornati a Firenze, hanno preferito passare la domenica sera con gli amici, cosi' un sentito brindisi a Ludio e poi a preparare un pasto davvero regale.
Va detto che con la farina di Montemignaio, avevo già fatto la sfoglia e la salsa, usando però gli scarti del branzino che mi avanzavano al ristorante.
Ora si trattava di affrontare con gratitudine questo dono/sacrificio del mare, ad onorare il pescatore, Livio e Lucia, la cuoca e anche chi, non era fisicamente più con noi.
Enorme, mai visto un rombo cosi' grande.......imbarazzate. Ma... Livio vuoi pulirlo tu?... E fu cosi che mi feci coraggio e onore sul campo di battaglia! Una preparazione ed una cena per
... e il Gewürztraminer di Hugel

e chi se ne ricordava più...............A volte le cose sfuggono momentaneamente di testa ma se sono diventate patrimonio e bagaglio del modo di essere, di esprimersi e proporsi ( anche in ambito culinario) ritrovarle e sentirle ancora proprie è un'attimo. Ed è così che leggendo il "racconto" del sig. Carlo Macchi ( il suo sito è Winesurf), tutta una serie di piatti/vini, sopratutto a base di formaggi che usavamo molto nella nostra versione enoteca, mi si è ripresentata sotto gli occhi.....e sotto il naso. Questo il racconto:
20/01/2011Ristorante Pane e Vino a Firenze: una storia molto gustosa
Read More
Nell'iniziare a scrivere queste righe mi è venuto in mente il bellissimo racconto di Soriano sul rigore più lungo del mondo. Questa infatti potrebbe essere definita la recensione

Rispondo ad una mail arrivata oggi sulla posta di Pane e vino, verso le tre del pomeriggio. La manda il sig, small Christopher, raccontando di aver mangiato anni addietro, al vecchio Pane e vino e di esser tornato qualche giorno fa, in piazza di Cestello, felice di ritrovare gli stessi .......ragazzi... e di aver mangiato sempre benissimo.
Bene, rispondo al sig. Christopher, ringraziando per " i ragazzi" e perchè sono felicissima di essere riuscita a farlo mangiare bene e anche ad incuriosirlo ulteriormente; si perchè mi scrive di essere andato a giro sul mio blog, dove ha trovato tante cose piacevoli ed interessanti ma.........lui cercava la ricetta della crema bruciata al parmigiano con aceto balsamico. Allora, siccome

Avevo poco più di 18 anni quando, nella casa di campagna sopra Greve in chianti dove vivevo con altri ragazzi e ragazze, spesso in ristrettezze economiche come si conviene a molti studenti, ci trovammo con le "derrate alimentari: (pasta-pane-pomodori) praticamente a 0. Qualche frutto, alcuni messi davvero male e qualche finocchio stanco. Non son mai stata una che si arrende ma, a volte lo scoramento prende il sopravvento e fu così che Gianni, vedendomi svogliata e rinunciataria, si infilò in cucina promettendoci un pasto decente.......Apparecchiammo la tavola a modino, io speranzosa.....gli altri non so, e dopo 10 minuti dalla cucina arrivarono: una bottiglia di barolo del 64 (eravamo inizio 1977) che Gilberto e Guido avevano "preso" in prestito, alleggerendo la cantina del padre torinese di quest'ultimo ed il vassoio della mia nonna con un'insalata strana. Le arance a fette aggiustate ad arte tra ciuffi di finocchi tagliati fini, tutto condito