Dolce variazione di mandorle: biancomangiare con mandorle tostate e caramello, lattaiolo alle
mandorle, sorbetto al latte di mandorla.
Di biancomangiare esistono innumerevoli preparazioni e attestazioni in tutta Europa a
partire dal XIII secolo (dolci e salate). Tutte hanno in comune il colore e la presenza di mandorle.La
versione dolce, attualmente è caratteristica della tradizione siciliana, in quel di Modica, ma era
presente anche nei ricettari rinascimentali toscani. Quelle più antiche usavano come “agglutinante”
un amido, oggi (da Careme in poi) si usa colla di pesce e/o agar agar.
Il lattaiolo è un dolce toscano di estrema semplicità concettuale: latte (variamente profumato)
fatto solidificare in forno con l'aiuto delle uova e/o poca farina. Nel nostro caso il “profumo” è
quello delle mandorle. N.B. L'aspetto finale è simile a quello della schiacciata alla fiorentina, ma
meno spugnoso. Il sorbetto permette all'insieme di aggiungere sensazioni caloriche e tattili.
Latte di mandorle.Per il latte di mandorle esiste un procedimento che consiste nel pestare le
mandorle nel mortaio e poi filtrarle in un torcione umido... , ma consigliamo di sciogliere il peso
indicato di panetto di pasta di mandorle nella quantità di latte indicata, per ottenere lo stesso
risultato. Le dosi seguenti sono senza zucchero, perchè prevedono quest'ultimo procedimento.

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Innovazione contro conservazione, non è lo stesso che innovazione opposta alla tradizione. Forse non c'è opposizione. Così come culturalmente Firenze, da città oggetto può divenire città soggetto, si può in cucina indagare nella tradizione per offrire prodotti “culturalmente moderni”.

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sfiziosa e di grande simpatia

la croccantella si presta a molti sfizi, con intrusioni di spezie e farine diverse. Qui dose e procedimento a prova di... forno:
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Del maiale troverete svariate ricette, dal ragù di costine, al prosciutto in forno alla scamerita farcita e altre varie... L'arista ( la parte della lombata centrale, povera di grassi, dalla polpa rosa) come il petto del pollo, mi risultava più ostica e quindi ero meno interessata a parlarne. Poi la ri-cucini, la ri-mangi e pensi che ne valga proprio la pena: di scriverne e di cucinarne.
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