brache, tela e meloni di settembre non son boni.
E' un buon proverbio per festeggiare l'autunno arrivato, cambiano i colori intorno, la luce si rallenta, si sentono gli ultimi profumi di sole e cominciano ad arrivare nuove voglie. Uva, fichi. giuggiole e melagrane ci offrono spunti per conquistare altri "spazi di azione culinaria".
Per ora cerco di tentarvi con una ricetta lieve e quasi romantica; viene fuori dall'incrocio di 3 piatti: il fiorentino fegato di vitello con aglio e salvia, il toscano fegatino di pollo saltato in padella e sfumato con vino bianco e il foiegras con l'uva. A me il fegato piace tutto e in tutti i modi, e mi sono cimentata in svariate preparazioni e vi assicuro che questa, racchiude il meglio delle 3 sopra
Melanzana = merlingiana
Non ho un orto ma non è sempre stato cosi.
Quando abitavo a Chiocchio, verso Greve in chianti, c'era un bel pezzettino di terra che con la supervisione di mio suocero (arrivava una volta alla settimana) ci ha dato diverse soddisfazioni.
C'è poco da fare, conquistarsele un pò, le cose, le rende davvero speciali e veder crescere l'orto mi faceva sentire attaccata alla vita, concreta, "massiccia" e anche un pò strega.
Dal radicchio alle patate, e fagiolini, zucchine, pomodori , una fila di cipolle, i ravanelli ...... e poi Lei, un'unica ma incontrastata regina delle verdure: la MIA MELANZANA.
A pensarci ora mi faccio quasi tenerezza, quando l'ho colta dalla pianta, ero felice come una bimba: allora, venite a vederla è bellissima!!!!!!. Sarà forse anche per questo che quando un amico mi disse che ero come una "mlgnem" (traducendo dal lucano: melanzana) l'ho preso come un gran (decoroso) complimento.
Ora che le melanzane le compro, le scelgo minuziosamente, e forse con una passione un po' "insana", comunque sia vi scrivo la ricetta per 6 persone considerando 4 ravioli a testa:
Ora i funghi si comprano ad un prezzo decente, sono saporiti e sani. Agli amanti di questo "ingrediente" non si racconta nulla e nulla c'è da inventare ma.......sperimentare è il mio mestiere.
Cosi nasce questa pasta/minestra, curiosa per consistenza ma consolidata nel gusto.
Per una decina di persone le dosi sono:
500 gr di ceci secchi
300 gr di patate lesse
300 gr ricotta di pecora
700 gr di funghi porcini freschi
150 gr di farina bianca
4 uova
aglio-salvia-sale- pepe
50 gr parmigiano grattugiato
Si lessano i ceci secchi (io sto usando quelli giganti select) che abbiamo tenuto a bagno 12 ore nell'acqua, con aglio, salvia e niente sale. Si scolano e si frullano, poi si passano dal colino fitto
VERSO L'AUTUNNO

Il mosto di vino è indispensabile per questo piatto e oltre a trovarlo, approfittando di una girata " fuoriporta" ad una cantina, potete "costruirvelo" in modo semplice. Se cercate suggerimenti cliccate qui.
Intanto vi scrivo la ricetta del maiale per circa 8 persone:
1kg di scamerita (in un solo pezzo)
1/2 litro di mosto
1 grappolo di uva
salvia-rosmarino-aglio
olio extravergine-sale-pepe
maizena (amido di mais)
La scamerita appare grassa e piena di nervature ma è questo che la rende morbida; togliete solo l'eccesso esterno, tagliatela a fette alte 4 centrimeti, ogni fetta ancora in tre per lungo e poi a bocconcini. Preparate un trito di salvia rosmarino e aglio, un grappolo di uva nera (meglio non da tavola) schiccata e lavata.
In una padella capiente mettete l'olio e a caldo aggiungete i bocconcini facendoli rosolare con cura a fuoco alto; se la padella risulta piccola per la quantità di carne otterrete solo carne lessa, merita farla in 2 o più volte e trasferirla via via nel tegame dove finiremo la cottura.
Una volta che tutta la carne è di un bel marrone brunito, mettete il tegame sul fuoco sempre vivace unendo il trito, sale e pepe macinato fresco, mescolate bene e cominciate a versare il mosto, facendolo evaporare per 10 minuti. Abbassate il fuoco e coprite facendo cuocere per circa 40 minuti, controllando ogni tanto ( se la carne dovesse asciugarsi troppo, aggiungete mosto).
Assaggiate un bocconcino per controllarne cottura e morbidezza. E' pronta? se la risposta è si, tirate su la carne con una schiumarola (tenetela a parte in un recipiente), e legate la salsa usando la maizena sciolta in poca acqua fredda per darle una consistenza più cremosa, ora unite il maiale e i chicchi di uva.
Noi lo proponiamo servito con pane caldo alle noci, tagliato a fette e delle bietoline lavate e saltate in padella con olio e aglio.