Pomodori verdi fritti, gumbo creole e l'isola sotto il mare



Un bel libro fa bene come una cosa buona da mangiare, questo credo non valga solo per me, che ho finito adesso di leggere l'isola sotto il mare di Isabel Allende, della quale penso di aver assaporato quasi tutto compreso Afrodita Racconti , ricette e altri afrodisiaci.
Non faccio recensioni nè indicazioni di giudizio ma, quando mi ritrovo, in questo caso leggendo questo libro, in un crocicchio di vie che tornano e ritornano come una danza "pagana" che tutto unisce, devo raccontarvi quello che bolle in pentola.
E' una sorta di spezzatino primordiale dove culture e visioni, riescono a miscelarsi in un ordine quasi comprensibile.
Siamo oltre il concetto di tollenanza, siamo davanti alla possibilità dell'"evoluzione dell'uomo" e il cibo è forse, insieme alla musica, l'unico terreno fertile capace di far comprendere la
Portoghese di porcini, profumi di bosco e il buon odore del fritto

I funghi stanno per finire, la stagione volge ai cavoli e alle castagne, e questo piatto li saluta golosamente, sapendo di potersi poi rifugiare con sicurezza nell'uso di quelli secchi, che a differenza di altri prodotti, rendono assai bene.
Questo "quattrico" nasce per soddisfare in una volta le differenti consistenze e sapori usando diverse preparazioni e cotture: un'insalata di capelle crude, parmigiano e nipitella, gambo e fettone di cappelle fritte a ricostruire la forma del fungo (mi piace giocare), le cappelle passate in padella con olio, aglio e nipitella e il portoghese di porcini.
E' dalla mia golosità e bastardaggine che viene fuori il concetto del latte alla potoghese salato perché, chi l'ha detto che quella consistenza avvolgi lingua debba essere esclusivamente relegata al dolce!!! Per cui, rivedute e corrette le proporzioni, cercando anche di diminuire la quantità di uova, questa é la ricetta per 6:
Passione arancione, indovinelli, dolci e marmellate

Sono davvero golosissima di questi Pomi entrati di diritto in "ricette buonissime" e curo particolarmente quelli dell'albero che vedo della mia camera e che Adriana mi ha gentilmente affidato perchè a casa sua nessuno li apprezza poi tanto, ma la marmellata che le porto dopo la raccolta, quella viene mangiata volentieri.
Fra un po' saranno pronti per la cattura ma non ho resistito davanti alla bancarella del mercato, per cui ne ho già mangiati....e come nel gioco che facevo con mia nonna, tutte le volte al primo frutto o verdura di stagione, ho espresso un desiderio al primo morso, ma quello non si può dire, altrimenti non si avvera!!!
Questi che vedete nella foto sono solo una parte della raccolta di 2 anni fa, erano cosi tanti e belli che ho riempito il pavimento dell'ingresso di casa mia e mi ci sono pure sdraiata in mezzo...

Questa distesa di delizie era e tuttora é composta da 2 tipi di caki, uno più morbido e pieno di vere e proprie "lingue" succulente, l'altro più consistente e con i semi. Mai giocato a forchetta, coltello e cucchiaio?
Il gioco è in pratica una scommessa, va indovinato cosa si trova racchiuso nel seme dividendolo perfettamente a metà per lungo; nella polpa bianca si distingue chiaramente la forma di una delle tre posate, con la sola differenza che la forchetta ha soltanto due rebbi.

Questi frutti col seme, son buoni a morsi, ma i morbidoni sono perfetti per il nostro dolce. Per 12 stampini monodose:
700 gr di caki sbucciati (circa 1 kg)
300 gr di latte
25 gr colla di pesce
3 tuorli
zucchero semolato q.b.
200 gr di panna fresca
carta forno
1 limone
Preparate in una bastardella i tuorli con lo zucchero e lavorateli bene aggiungendo a filo il latte caldo dove avrete sciolto la colla di pesce che avrete ammollato nell'acqua fredda. Togliete la pelle e l'interno bianco ai caki, frullateli con il succo di 1/2 limone e passateli al colino fine. Ora uniteli alla crema preparata, mescolando con cura e mettete il tutto a freddare in frigo coprendo a contatto con la carta forno strusciata con il limone evitando così l'antipatico color "cane fuendi" dell'ossidazione.
Quando il vostro impasto assomiglierà come consistenza ad un budino (ci vogliono circa 2 ore), unite la panna montata, girando sempre dall'alto verso il basso e versatelo nello stampo che avete scelto. Deve tornare in frigo un'oretta per essere pronto, e per girarlo sul piatto abbiate cura di mettere lo o gli stampi 2 secondi in acqua calda, rovesciare e aiutarsi con un coltellino tondo per fare uscire l'aria.
Potete servirlo con una salsa o crema di cui troverete spiegazioni in: creme cremose e ricordate, non buttate i semi !!!!
Per la marmellata le proporzioni sono per 1 kg di caki: 1 limone e 1 arancia strizzati-250 gr di zucchero semolato- 250 gr di canna, la pectina in polvere che mi permette di cuocerli pochissimo, barattoli sterilizzati riempiti, chiusi e tenuti alla rovescia.

I carciofi e i caki (diosperi) sono le due cose che più di tutte le altre non mi fanno rimpiangere l'arrivo del freddo....
Mamme, violetti, morelli, da cuocere o in pinzimonio, si esibiscono in una carrellata di verde/amaro, nero sulle mani, sui denti, dispettosi e poco concilianti con il sapore del vino, spinosi, scostanti e poco "addomesticabili": dei ribelli decisamente imperdibili.
Si usa dire di una cosa che piace molto, che la si mangerebbe anche in capo ad un tignoso... dichiarazione che rende bene l'idea e il senso del disgusto: la cosa più lontana