
La storia della gallina faraona (numida meleagris), ci arriva dall'antica Grecia, dove miti e riti si intrecciano talmente, che rincorrere i nomi di dee e dei, insieme a un non bene precisato numero di più e meno fortunati umani, è impossibile. Per cui vi dirò solo che Artemide, un tantino stizzita dall'esser stata dimenticata nei "sacrifici" fece fuori Meleagro (umano). Le sorelle
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A me piacciono, tanto, in tutti i modi, tranne che nei vasetti di marmellate super dolci.
Mi piacciono sin dal principio, dall'albero, dal bianco della fioritura (fa parte della famiglia delle Rosacee, la stessa delle rose), a quando si riempie di frutti, a quando li colgo, e mi appendo un paio rosse, alle orecchie. Va bene sia il ciliegio acido che il ciliegio dolce, che ci offre un centinaio di varietà differenti, divise in due categorie: le tenerine e le duracine.
Le ciliegie tenerine sono a polpa tenera, di colore rosso scuro con succo colorato o di colore chiaro con succo incolore.
Le ciliegie duracine o duroni son più grosse e di polpa soda, rosse scuro o nere ma rosse fuoco dentro, oppure rosso chiaro, ma con polpa giallastra o rosacea. Comunque tutte "indelebili

Questa "ricetta", oltre a farvi venire "l'acquolina" in bocca, vorrebbe sprigionare odori e moniti comportamentali, un invito a partecipare al referendum, che prevede tra le altre cose, anche l'acqua: pubblica o privata?
Per me si parla di bene comune, di dignità e volontà, quindi la "cucina sostenibile" non può esimersi dal farsi portatrice di questi valori cioè.....si, vota si.
Mi sembrava carino mettere subito in pratica l'uso di questo "oro liquido", indispensabile alla vita, con questo piatto:

E così, fine aprile, maggio e una parte di giugno, troviamo questi funghi nelle radure dei boschi soleggiati, in luoghi erbosi e luminosi, quando intorno c'è odore di biancospino, di rosa canina e, se siamo fortunati, possiamo imbatterci in una loro disposizione a "cerchio delle streghe". Chiamati anche: funghi saetta, per il loro veloce apparire e scomparire, son poco famosi, piuttosto rari, belli d'aspetto, non coltivabili, di un singolare sapore un po' acidulo e fresco. Hanno insomma tutti "gli ingredienti" per risultarmi simpatici e terribilmente cucinabili.
Oggi ne ho a disposizione una bella cassettina dalla quale selezionare quelli più aperti e più chiusi, grandi e piccoli, per destinarli ad usi diversi. A tutti va pulito bene i gambo, raschiando il poco di terra con un coltellino: le cappelle più grosse le passo