
vi metto 2 curiosità, sul tema:

In questo libro, frutto di studi accurati e minuziose documentazioni, Montanari ci illustra la complessa storia del formaggio e del suo abbinamento con le pere. Parte quindi dallo spiegare come il formaggio, per lungo tempo, sia stato associato a un tipo di cucina povera e usato sulla mensa dei ricchi con la sola funzione di arricchirla. Ad aggravare, per modo di dire, la posizione
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O altrimenti detta "caciucco di terra" per chi sostiene sia toscana, per la precisione aretina (casentino) e che venga fuori dalla divisione dei tagli delle carni: i più pregiati ai signori e gli scarti.....a chi è riuscito a far di necessità virtù, con un discreto successo. Altri la attribuiscono al periodo della transumanza....marcando le differenze tra scottiglia di penna (toscana) e scottiglia di pelo (maremma), altri ancora la vedono importata da elementi iberici.
Comunque sia è un gran vecchio piatto e ringraziamo tutti per aver contribuito alla sua "invenzione". E ora la cuciniamo, già il nome caciucco (zuppa di vari pesci) suggerisce che ci servono diverse carni, delle quali è inutile darvi le dosi, regolatevi
Io uso la parola "ciccia", mi da una certa soddisfazione già nel pronunciarla, mi riempie naturalmente la bocca; se poi immagino il primi morso, croccante, caldo e rotondo (come tutte le cose grasse) vado da un'immediata "acquolina" in bocca allo sportello del forno che custodiva la mia fetta di ciccia fritta fredda, quando stavo ancora con i miei genitori e tornavo tardi........
Allora, visto che il clima ce lo consente, e che fino ad oggi ero restia a proporre questo piatto al ristorante, ho pensato di festeggiare l'autunno, con il suo ingresso, nelle nostre proposte. Fatto a

Una ventina di anni fa, trastullandomi per il mercato di Sesto Fiorentino, dopo essermi rifatta gli occhi al banco delle olive, con ovvio acquisto di 3 sacchettini ai "vari gusti", son passata da quello che chiamavo, il mio banchino della verdura. Avevo fatto un'amicizia immediata, a pelle, con Adele: una simpatica siciliana che gestiva banchino, marito e relativo aiutante. Mi chiamava si donna, ma senza malevolenza, mi rispettava perchè, ero cuoca. E' così che son riuscita a metter le mani sulla mia prima cassettina di tenerume, mai visto, conosciuto o mangiato,
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