Tajine di montone o agnello

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in Carni
17. 02. 25
posted by: Barbara Zattoni
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Terra cotta

 

 

Questo che vedete nella foto è il mio tajine, intelligente pentola di terracotta che ha viaggiato nel mio zaino da Casablanca a Firenze, magicamente illesa, grazie anche al mio maglione di lana che la proteggeva. La comprai al mercato a 20mila lire, di quelle marroncine, grezze, senza smaltature o altri fronzoli, insomma una pentola per cucinare. E che l'abbia comprata è stato buffo perchè effettivamente di tajine, per quel viaggio, non ne potevo proprio più eppure ho dovuto farlo e, non perchè ci sono inciampata per caso ed ho raccattato al volo il souvenir, me la sono

andata proprio a cercare. Lei  è ancora tutta intera, vive nella mia cucina e ne sono assai orgogliosa.

 

 

Il nome della pentola si trasporta anche ai piatti cucinati, di pesce, verdure e carni, scivolando in mille varianti, in mille tajine ed io vi propongo quella che più di tutte mi ha impressionato:

In un tajine mettere un kg, di montone (o agnello) in pezzi e:

5 cucchiai da minestra di olio di oliva
1 presa di sale
1battuto di cipolla rossa
1 presa di ginger grattugiato
1 mazzetto di coriandolo
1 bustina di zafferano
1 bastoncino di cannella

Coprite con acqua, mettere il coperchio e far sobbollire su una fiamma dolce per 2 ore, usando il diffusore. Quando la carne sarà quasi cotta, senza coperchio lasciare ridurre la salsa fino ad un buon spessore. Ora togliamo il coriandolo, la cannella e la carne e aggiungiamo 1 kg di prugne e facciamo cuocere nella salsa per 20 minuti. Versare poi 5 cucchiai da minestra di miele e lasciamo sobbollire ancora 10 minuti. In una padella far dorare un cucchiaio di semi di sesamo. Rimettiamo la carne nel tajine con un cucchiaino da caffè di acqua di fiori di arancio e il suo coperchio, aspettando che tutto sia ben caldo e servire cospargendo di grani di sesamo.

In questo caso io porterei il tajine direttamente in tavola, incantando i commensali con la strana pentola ma soprattutto con i profumi sprigionati, una volta tolto il “magico cono”.